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Come eravamo. I PRIMI PASSI

Mantenendo fede all’ impegno preso con il direttore Fiorenzo Manocchi, da questo numero di “Veduggio Informa” racconterò parte dei miei anni trascorsi come dipendente del comune di Veduggio con Colzano.

Non è una storia e nemmeno un insieme organico e cronologico di avvenimenti. Sono piuttosto appunti, aneddoti, fatti piccoli e grandi di cui sono stato spettatore e che fanno parte della mia e della nostra storia, per poter cogliere e comprendere i profondi cambiamenti che il nostro comune ha vissuto in questo periodo.

Così, con semplicità, sperando di non annoiarvi.

I PRIMI PASSI …

di Luigi Adriano Sanvito

comuneQuando, nel lontano 1972, iniziai il mio cammino professionale come dipendente del comune di Veduggio con Colzano, sindaco Alessandro Crippa, la sede municipale si trovava già nello stabile attuale di Via Vittorio Veneto. Nel 1962, sindaco Luigi Fumagalli, era stata inaugurata questa nuova sede e gli uffici trasferiti dall’allora sede di Via Piave.

Se esternamente lo stabile è rimasto da allora pressoché identico, al suo interno la sistemazione degli uffici è profondamente mutata in relazione al crescere delle competenze attribuite all’ente e al conseguente aumento del personale dipendente.

Al piano terra, nei locali ora occupati dall’ufficio Servizi Demografici, in quegli anni si trovava l’aula consiliare mentre i due locali ora occupati dall’ufficio Tecnico erano adibiti uno ad archivio e l’altro ad Ufficio di Collocamento (il collocatore riceveva due volte la settimana).

Al piano superiore, i locali attualmente occupati dall’ufficio di Segreteria e dall’ufficio del Sindaco, costituivano un unico ufficio che comprendeva l’ufficio Anagrafe e Stato Civile, l’ufficio di Segreteria, l’ufficio finanziario e l’ufficio dei vigili. L’arredo era costituito da quattro scrivanie e qualche armadio. L’ufficio ora assegnato alla Polizia Locale era l’ufficio del Sindaco, gli altri due uffici erano l’uno per il Segretario Comunale e per la Giunta, l’altro per l’ufficio Tecnico.

I dipendenti in ufficio erano sei in tutto: io, Elisabetta Redaelli, Giuseppe Gregori, il vigile Roberto Banfi, il tecnico comunale Renzo Anzil ed il Segretario Comunale dott. Giorgio Origlio.

A completare l’organico lo stradino Luigi Cattaneo, il seppellitore Angelo Pigozzo e il bidello Eugenio Vimercati.

Sembra un secolo fa, eppure è appena ieri.

C’erano un paio di macchine per scrivere elettriche, alcune manuali, l’immancabile ciclostile e una fotocopiatrice con carta trattata che funzionava grazie ad un liquido speciale che periodicamente doveva venire versato in un’apposita vaschetta. Per i documenti in duplice o triplice copia si usava la carta carbone così come per gli atti di stato civile, che solo in quell’anno avevamo cominciato a scrivere a macchina. Prima di allora gli atti di stato civile venivano scritti rigorosamente a mano in duplice copia (scritti due volte) e chi si cimentava in questo lavoro doveva avere necessariamente una bella scrittura.

Già allora il comune di Veduggio con Colzano guardava comunque avanti e in quegli anni l’ufficio Anagrafe era dotato di un’apparecchiatura di prim’ordine per quei tempi: una stampatrice a targhette per la stampa dei certificati affiancata da una macchina per l’incisione delle targhette.

Ogni cittadino aveva i propri dati anagrafici incisi su un’apposita targhetta metallica. Tutte le targhette erano collocate in un armadio a cassetti in ordine di via e all’interno della via in ordine di numero civico e raggruppati per famiglie. Quando il cittadino chiedeva lo stato di famiglia si prendeva il blocco di targhette della famiglia di appartenenza, lo si inseriva nella stampatrice e si stampava il documento; quando il cittadino chiedeva un certificato singolo si prendeva la sua traghetta personale e con lo stesso procedimento si stampava il semplice certificato.

Oltre alla targhetta con i dati anagrafici ogni cittadino aveva anche una targhetta con i propri dati elettorali. L’insieme di queste targhette era utilizzato per stampare le liste elettorali generali e sezionali, i fascicoli e le schede elettorali, i certificati elettorali in occasione di elezioni.

Le targhette venivano incise tramite un’apposita apparecchiatura e bisognava stare molto attenti ad evitare errori perché, dopo alcune correzioni, la targhetta rischiava di deteriorarsi e di non poter più essere utilizzata per la stampa.

In alcuni momenti particolari, quando si procedeva al rifacimento delle liste elettorali o quando si predisponevano i certificati elettorali, sembrava di essere più in un’officina che in un pubblico ufficio tanto che alcuni utenti dalla battuta pronta immancabilmente e bonariamente ci prendevano in giro ricordandoci che i bulloni si fabbricavano da un’altra parte del paese.

Tant’è … Per anni siamo andati avanti così, garantendo un servizio efficiente e rilasciando certificati e documenti in tempo reale, come si fa ancora oggi.

Questo sistema di rilascio dei documenti è durato fino al 1982 quando il Comune di Veduggio con Colzano, sempre all’avanguardia, si inserirà, tra i primissimi comuni della Brianza, nel cammino di informatizzazione dei servizi con l’installazione del primo sistema di elaborazione dati.

Di questo, però, ne parleremo la prossima volta.

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