«

»

Intervista a Maria Ida Formenti (capogruppo Cambiamo Veduggio)

  1. Maria Ida buongiorno. Si presenti.

Buongiorno, sono Veduggese da sempre, ho 56 anni sono mamma moglie, commerciante e capogruppo

della principale forza di opposizione “Cambiamo Veduggio”.

  1. È da molto che partecipa alla vita politica di Veduggio con Colzano?

Da sempre la politica mi appassiona e per questo mi impegno localmente da oltre 20 anni, partecipando alle diverse commissioni consigliari. Questa volta mi sono voluta mettere in prima linea, insieme al gruppo Cambiamo Veduggio, perché credo molto in questo team e ritengo che possa contribuire ancora molto al bene del nostro paese.

idaformenti

  1. Qual è il ruolo del Consiglio Comunale, ed in particolare quello di Capogruppo di una delle forze di Opposizione?

Il ruolo del Capogruppo della principale forza di Opposizione è prevalentemente di controllo delle attività svolte dalla Maggioranza e di proporre idee e soluzioni ai tanti problemi ai quali l’Amministrazione non risponde in modo adeguato. In questi mesi per esempio abbiamo proposto idee più efficaci in merito alla tassazione, abbiamo richiesto chiarimenti su tanti atti e stimolato l’Amministrazione ad agire per il bene di tutti. Tante critiche ma sempre accompagnate da proposte alternative.

  1. Non teme che il Consiglio Comunale possa ridursi ad operare una sorta di “vidimazione” di decisioni prese già altrove, di fatto in Giunta?

Assolutamente si e soprattutto con questa Amministrazione che riduce il dibattito consigliare al minimo svilendo il ruolo dei consiglieri sia di maggioranza che di opposizione. Stiamo assistendo ad una gestione assolutamente limitatrice dei diritti dell’Opposizione in quanto assistiamo ad una non corretta gestione dei tempi del Consiglio con ordini del giorno che arrivano sempre all’ultimo momento e mai corredati di tutti i documenti necessari per un ‘analisi approfondita di temi assai importanti che riguardano il futuro del nostro paese. Stupisce un simile atteggiamento da parte di chi si professa democratico e aperto a parole.

  1. Raggruppamento delle funzioni. Personalmente ritengo che in Italia via siano troppi Comuni e un accorpamento di questi – soprattutto se simili in termini storici e culturali – possa essere ragionevole al fine del contenimento della spesa pubblica, fatta salva la garanzia ai cittadini di almeno la stessa qualità dei servizi. Cosa ne pensa di ciò?

Non ci sono ricette magiche che possano in tempi brevi garantire un sensibile risparmio di costi soprattutto quando si parla di enti locali che in buona parte hanno già provveduto negli anni ad un considerevole contenimento dei costi. L’Italia è storicamente l?italia dei comuni, dunque qualsiasi intervento mirato ad una fusione o integrazione forzata necessita di un coinvolgimento della base, ossia delle comunità che devono percepire il cambiamento come un’opportunità e non un obbligo pena il fallimento del progetto.

Con queste premesse, un percorso storico e culturale comune può senz’altro offrire maggiori possibilità di successo che non appaiono all’orizzonte per il nostro paese in quanto le scelte dell’Amministrazione stanno andando in senso diametralmente opposto.

  1. Come vede la preoccupazione di molti cittadini nel perdere la propria identità in caso di fusione del proprio Comune? O fosse anche la necessità di doversi spostare per un tratto più lungo, pensando ad esempio ad anziani o persone in difficoltà per qualsiasi motivo?

E’ senza dubbio il rischio che si corre quando le scelte cadono dall’alto senza alcun coinvolgimento delle comunità locali. Un rischio maggiore quando il comune prescelto (vedi cassago) non presenta nessuna affinità con la nostra comunità che ha sempre dialogato con Renate per la condivisione di servizi, con esempi positivi quali protezione civile, scuole, stazione, comunità parrocchiale, province…

  1. Opere pubbliche. La sua parte politica si è fatta promotore in passato di un importante progetto di recupero dell’area ex-Puricelli, purtroppo naufragata al sopraggiungere della crisi economica. Considerato il cattivo stato dell’edificio comunale, pensa che quel progetto possa essere ripreso? Che alternative proporrebbe?

Non siamo a conoscenza degli ultimi sviluppi sull’area Puricelli, ma al momento non vediamo soluzioni alternative che possano essere sostenibili per le casse comunali. Qualsiasi intervento che non preveda un sostanziale intervento da parte di privati è probabilmente destinato al fallimento in quanto drenerebbe tutte le risorse disponibili e metterebbe a rischio il futuro del nostro comune. Occorre ricordare che l’attuale patto di stabilità non permette un sostanziale investimento; il rischio è di avere il paese bloccato per anni come successo negli anni 90 con la scuola elementare.

  1. Piazzola rifiuti. Cosa ne pensa della soluzione di portare i rifiuti a Cassago? La intende come una cosa temporanea o a lungo termine? Crede che un’autonomia in questo campo sia percorribile in tempi brevi?

Probabilmente lei ha informazioni riservate in quanto non siamo “ufficialmente” a conoscenza del progetto di portare i rifiuti a Cassago. Certo sappiamo delle voci di paese, ma un progetto che avrà un impatto cosi importante per la nostra comunità non ha ancora avuto spazio di discussione in consiglio comunali e nelle apposite commissioni. Le sembra il modo di gestire un tema cosi delicato? Con noi le posso garantire che i lavori della piattaforma ecologica sarebbero già partiti e probabilmente in fase di completamento. Altro che il riuso….

  1. I Comuni si trovano da alcuni anni a dover convivere con una scarsità di risorse economiche. Come vede il futuro per i piccoli Comuni, in particolare Veduggio con Colzano?

E’ purtroppo vero che da anni i piccoli comuni soffrono di continui tagli alle risorse, ma è altrettanto vero che in un periodo di grandi difficoltà, diventa ancor più importante gestire al meglio le risorse evitando gli sprechi e guardando non solo al presente. Con questo approccio, abbiamo chiesto di continuare il buon cammino intrapreso dalla precedente amministrazione di contenere la spesa, di chiudere i debiti ancora aperti. Scelte non appariscenti ma che possono garantire un futuro più roseo alla nostra comunità. Duole constatare che tali proposte non sono state accolte…

Grazie.

FacebookTwitterGoogle+Condividi