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Intervista a Elena Dal Santo (capogruppo Veduggio Domani)

  1. Elena buongiorno. Si presenti.

Abito a Veduggio da quando sono nata, sono nubile e vivo ancora oggi con la mia famiglia di origine. La mia formazione superiore è scientifica, quella universitaria ha riguardato la filosofia e le scienze religiose. Professionalmente parlando sono un’insegnante di IRC (religione) e storia in un liceo paritario monzese.IMG_3401 [78972]

  1. È da molto che partecipa alla vita politica di Veduggio con Colzano?

La mia prima candidatura risale al 1999 quando sono stata eletta consigliere comunale in occasione del secondo mandato del sindaco Manocchi. Già negli anni precedenti avevo avuto modo di seguire da vicino, anche se da dietro le quinte, la vita amministrativa del nostro comune. Nonostante fossi al primo mandato sono stata designata capogruppo, incarico che ho rivestito per un anno e lasciato nel momento in cui sono entrata in Giunta con la delega all’Istruzione. Da allora il mio mandato, anche se con ruoli diversi, è stato rinnovato ad ogni tornata amministrativa.

  1. Qual è il ruolo del Consiglio Comunale, ed in particolare quello di Capogruppo della Maggioranza?

Rispondo facendo riferimento alla normativa ed in particolare riprendendo il ruolo essenziale stabilito dal nostro Statuto. Il Consiglio Comunale rappresenta anzitutto la comunità veduggese; ha poi un ruolo di indirizzo e di controllo politico e amministrativo: significa che i consiglieri comunali hanno l’onore e l’onere di indicare quali devono essere le linee guida dell’azione politico-amministrativa della Giunta e di controllarne l’operato. Il capogruppo di maggioranza (e di minoranza), se restiamo allo statuto e ai regolamenti, partecipa alla conferenza dei capigruppo e ha diritto a ricevere una copia gratuita degli atti utili allo svolgimento del proprio compito. Uscendo dal “burocratese” possiamo dire che il capogruppo è il primo (in senso cronologico) riferimento di un’Amministrazione (Sindaco e, più in generale, Comune) per le comunicazioni e il passaggio di informazioni. E’ il capogruppo che deve poi preoccuparsi di condividere con il resto del gruppo la documentazione amministrativa ufficiale e gli eventuali problemi che l’Amministrazione pone all’attenzione della conferenza dei capigruppo. Per come intendo il ruolo del capogruppo di maggioranza, penso a una persona capace di sostenere la Giunta in particolare sulle scelte strategiche e, quando necessario, in grado di sostenere il contraddittorio con le minoranze. Non nascondo poi, nonostante il mio modo di ricoprire questo incarico possa spesso risultare più di rottura che di mediazione, che a livello ideale penso ad un capogruppo che, in alcune circostanze, sappia davvero promuovere il dialogo fra le diverse componenti del consiglio comunale.

  1. Non teme che il Consiglio Comunale possa ridursi ad operare una sorta di “vidimazione” di decisioni prese già altrove, di fatto in Giunta?

In generale sì, è un rischio, che però non ritengo possa riguardare questa Amministrazione, forse altre. Il Sindaco ha cercato di tenere sempre informate sui “temi caldi” maggioranza e minoranza attraverso i canali ufficiali anche quando non strettamente previsto dai regolamenti. Lo ha fatto anche in relazione al tema “Unione dei Comuni” anche se altri sostengono il contrario. Devo ammettere che sto parlando da un osservatorio privilegiato e cioè dall’interno di Veduggio Domani: per come è abituato a lavorare il nostro gruppo, pur nel rispetto dei ruoli e delle responsabilità specifiche, mi sento di affermare che oggi questo rischio non c’è.

  1. Raggruppamento delle funzioni. Personalmente ritengo che in Italia vi siano troppi Comuni e un accorpamento di questi – soprattutto se simili in termini storici e culturali – possa essere ragionevole al fine del contenimento della spesa pubblica, fatta salva la garanzia ai cittadini di avere almeno la stessa qualità dei servizi. Cosa ne pensa di ciò?

Personalmente non direi che i Comuni italiani sono troppi. Semplicemente dico che la nostra storia, remota e non, ci consegna questo numero. Non abbiamo neanche la certezza in relazione al contenimento della spesa pubblica, anche se potrebbe essere ragionevole pensarlo. Penso che, come abbiamo sottolineato in campagna elettorale, di fronte alla scarsità di risorse pubbliche il raccordo con i comuni vicini disponibili ad un confronto, il raggruppamento delle funzioni, se vogliamo riprendere la sua espressione, diventa fondamentale per lavorare nella direzione dell’ottimizzazione delle risorse e dei servizi, con l’obiettivo di consegnare ai cittadini un servizio migliore.

  1. Come vede la preoccupazione di molti cittadini nel perdere la propria identità in caso di fusione del proprio Comune? O fosse anche la necessità di doversi spostare per un tratto più lungo, pensando ad esempio ad anziani o persone in difficoltà per qualsiasi motivo?

Perché mi pone questa domanda? Veduggio Domani ha sempre parlato di Unione di Comuni, non di Fusione. Mi sembra che su questo tema sia necessario fare chiarezza perché il rischio è di equiparare Unione e Fusione. Quando diciamo che siamo orientati all’Unione dei Comuni sosteniamo l’unione dei servizi e intendiamo quindi sviluppare ulteriormente le attuali gestioni associate. Non abbiamo mai parlato di Fusione dei Comuni: questo istituto che prevede “la “rottamazione” dei Comuni esistenti e la nascita di un nuovo ente (di un nuovo Comune) non è nell’agenda di questa Amministrazione. Riprendendo la sua domanda dico però che se le radici sono ben salde è difficile sradicarle e che da qui si deve partire per creare qualcosa di nuovo senza nostalgie per il passato ma con una fiduciosa apertura al futuro. Per quanto riguarda invece la seconda questione garantisco che la nostra riflessione sull’Unione dei Comuni sta procedendo di pari passo con la necessità di salvaguardare l’accesso ai servizi dei cittadini le cui esigenze non son certo identiche a quelle dei professionisti che si recano agli sportelli comunali per motivi di lavoro.

  1. Opere pubbliche. La sua parte politica si esprime da anni per il recupero della ex-scuola elementare come “nuovo” edificio comunale. Non teme che – visto la normativa relativa alle opere edili in corso dal 2008, soprattutto in tema di staticità dell’edificio, senza pensare agli impianti elettrici – la cosa possa essere inattuabile o comunque non conveniente? Che alternativa proporrebbe?

Non ho alternative da proporre. Da anni ci esprimiamo in questo senso e in questi mesi la Giunta non è stata ferma. Sono state effettuate alcune verifiche sull’edificio e i risultati ci portano a questa conclusione: ad oggi la nostra idea, il nostro progetto di un centro civico lì collocato non è superato. Si tratterà di pensare e progettare uno spazio tenendo in considerazioni i cambiamenti già avvenuti nell’organizzazione e gestione dei servizi e ipotizzandone gli sviluppi futuri.

  1. Piazzola rifiuti. La soluzione di portare i rifiuti a Cassago la intende come una cosa temporanea o a lungo termine? Crede che un’autonomia in questo campo sia percorribile in tempi brevi?

Questa soluzione nasce come temporanea. Il progetto per la piattaforma ecologica che abbiamo ereditato ci è sembrato troppo costoso e, per certi versi, approssimativo (mi riferisco in particolare al fatto che nel conto economico non fosse contemplata la realizzazione della strada di accesso alla piattaforma). D’altra parte la situazione dell’attuale piazzola ecologica ha richiesto una decisione tempestiva per individuare una soluzione per lo stoccaggio dei rifiuti. Non si esclude a priori la possibilità di realizzare un domani più o meno prossimo, a costi più contenuti, una piazzola sul nostro territorio comunale. Occorre però affrontare anche questo problema da un’angolatura migliore, da una prospettiva che non sia l’esigenza del singolo comune.

  1. I Comuni si trovano da alcuni anni a dover convivere con una scarsità di risorse economiche. Come vede il futuro per i piccoli Comuni, in particolare Veduggio con Colzano?

Ho detto prima che dobbiamo guardare con fiduciosa apertura al futuro. Anzitutto mi auguro che sempre nei Comuni, indipendentemente dai “colori” delle Amministrazioni, ci siano amministratori competenti, che abbiano davvero a cuore il bene comune, capaci di gestire oculatamente le risorse pubbliche e con un’attenzione volta ad evitare in particolare gli sprechi. Confido poi in uno Stato che, guardando alle sue radici, continui a tradurre in provvedimenti concreti i principi costituzionali di solidarietà e sussidiarietà che, nel funzionamento di uno Stato, significano anche garantire ai Comuni, tutti i Comuni, le risorse necessarie per organizzare servizi e realizzare infrastrutture. Mi sembra poi importante ricordare, e non è retorica, che ogni cittadino deve fare la sua parte, perché non possiamo dimenticare che in tutto questo i cittadini hanno un ruolo essenziale.

Grazie.

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