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FERMES FEST – LA CULTURA DELL’INTEGRAZIONE

Domenica 28 giugno ha avuto luogo la prima edizione di Fèrmes Fest, una manifestazione musicale-gastronomico-culturale, organizzata dall’amministrazione comunale, in collaborazione con l’associazione mALTRAinsema.

Produttori agricoli a km 0, cooperative sociali e associazioni di volontariato, associazioni di migranti e artigiani locali ed etnici hanno dato vita a una mostra mercato, incentrata sulle economie alternative. Musicisti e artisti hanno animato il centro cittadino.
Intervistiamo i ragazzi di mALTRAinsema.
Fermes fest 1

Volete innanzitutto presentare il vostro gruppo?

Siamo una decina di giovani di Veduggio e Renate, eterogenei per interessi, formazione e professioni. L’associazione è nata nel 2013 come stimolo al dialogo e al confronto su tematiche di ambito culturale e sociale. Ci siamo occupati di immigrazione e integrazione, del mondo carcerario, di disabilità e salute mentale, organizzando eventi e tentando di coinvolgere la comunità.

Come nasce l’idea della Fèrmes Fest?

È un’idea nata dallo studio fatto l’anno scorso sull’integrazione, che ci ha portato a conoscere le famiglie emigrate a Veduggio e Renate. L’amministrazione comunale ha poi sviluppato questo tema con il calendario del 2015, nel quale siamo stati parte attiva. La partecipazione delle famiglie coinvolte nel progetto del calendario è stata davvero notevole e questo ci ha incoraggiato a proseguire il nostro percorso di “conoscenza”.

La tematica del cibo è stata un vero catalizzatore per il calendario e ha quindi generato l’idea: il cibo come un ponte tra le diverse culture. Abbiamo voluto sfruttare questo concetto e l’organizzazione della Férmes Fest è stata a questo punto una diretta conseguenza.

Potete fare un bilancio della giornata? Come è stata la risposta dei Veduggesi?

L’affluenza è stata ben oltre le aspettative, soprattutto durante le ore del pranzo, che con la sua multi-etnicità era per certi versi il momento clou. La partecipazione è stata trasversale, dai ventenni ai pensionati.

Siamo rimasti soddisfatti e piacevolmente colpiti e questo ci ha ampiamente ripagato della grande fatica dell’organizzazione.

Per fortuna abbiamo avuto il supporto di molti volontari che ci hanno aiutato nella preparazione dei piatti, nel servirli, nell’allestimento degli spazi. Vorremmo davvero ringraziarli calorosamente.

Una festa di aggregazione ha un messaggio sociale molto forte. Come vedete la situazione delle famiglie emigrate a Veduggio e la loro integrazione?

All’inizio abbiamo fatto un lavoro approfondito sulle famiglie emigrate da altre regioni italiane negli anni ‘50 e ‘60. Chiaramente il livello di integrazione di queste persone è pressoché totale.

Alcuni di loro si riconoscono nel vissuto dei nuovi immigrati. In quel periodo i dialetti costituivano davvero uno scoglio linguistico, in quanto la gente spesso non utilizzava l’italiano per comunicare. Questo è per certi versi paragonabile alla situazione di uno straniero che arriva oggi in Italia. Al contrario molti ci hanno spiegato che era relativamente facile trovare un lavoro, almeno rispetto ad oggi.

Abbiamo una visione un po’ più frammentata delle comunità straniere, sulle quali oggettivamente sarebbe necessario un lavoro più lungo. Alcune famiglie hanno risposto in modo entusiasta al nostro tentativo di approccio. Ci sentiamo di sottolineare comunque l’estrema cortesia di tutte le persone che abbiamo contattato, indipendentemente dal fatto che abbiano partecipato o meno all’organizzazione del calendario e della festa.

Abbiamo pranzato con loro e abbiamo notato come i bambini siano il veicolo di integrazione delle famiglie.

Ci sono comunità che non siamo ancora riusciti ad avvicinare. Relazioni da costruire con il tempo.

Qualcuno dovrebbe fare di più per l’integrazione? Chi?

Tutti, noi per primi. Il contatto è stato un’esperienza arricchente e lo definiremmo come qualcosa di necessario. E’ importante sostituire la diffidenza e la paura del diverso con la curiosità. Auspicabilmente una curiosità reciproca.

Per finire, pensate di riproporre questa manifestazione in futuro? Cosa si potrebbe migliorare?

Ci piacerebbe moltissimo organizzare la seconda edizione. L’ideale sarebbe poter dedicare maggior tempo al lavoro di preparazione condiviso, soprattutto con le comunità straniere.

Abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti. Ci sentiamo di invitare chiunque fosse interessato a partecipare all’organizzazione delle nostre attività a contattarci tramite e-mail (maltraveduggio@gmail.com) o a consultare la nostra pagina facebook.com/maltraveduggio dove sono disponibili tutte le informazioni sulle nostre attività.

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